Ernesto Cuordifede

BACOLI – E’ morto da eroe tuffandosi in mare per salvare due sconosciuti. Alla fine loro si sono salvati, ma lui non ce l’ha fatta annegando tra le onde. La trageda si è consumata a Bacoli, nello specchio d’acqua antistante Spiaggia  Romana dove Ernesto Cuordifede, 35 anni, di Pozzuoli, ha perso la vita nel tentativo di salvare due giovani in difficoltà a causa del mare mosso. Il 35enne, residente nel quartiere di Monterusciello, alla vista del pericolo non ha pensato due volte a tuffarsi in mare. In quel momento due giovani di 24 e 26 anni a largo della spiaggia del Fusaro stavano avendo difficoltà a guadagnare la riva.

MARE AGITATO – Secondo le ricostruzioni effettuate dagli uomini delle Capitanerie di Porto di Pozzuoli e Bacoli (diretti dai comandanti Caterina Piccirilli e Antonio Visone) e dai Carabinieri della stazione di Bacoli (coordinati dal comandante Carmine Napolitano) intervenuti sul luogo della tragedia, il primo ad essere travolto dalle onde era il più piccolo della coppia che veniva soccorso dall’amico. Ma anche quest’ultimo a causa del mare agitato andava in difficoltà.  Il tutto accadeva sotto gli occhi spaventati delle decine di bagnanti che in quel momento affollavano l’arenile. Erano le 12 circa e il mare era agitatissimo, le onde incutevano timore. Ma non ad Ernesto che di fronte a quelle 2 vite in pericolo faceva una corsa in mare.

I soccorsi sulla spiaggia

IL GESTO EROICO – “Vengo subito non vi preoccupate” erano le prime e ultime parole del 35enne che sfilati canotta e si tuffava in mare. Cuordifede in quel momento si stava intrattenendo con alcuni amici a giocare a biliardo. Con lui c’erano anche il cognato e la nipotina di 6 anni.  “Ma che fai, dove vai? E’ pericoloso” rispondevano gli amici che nel tentativo di farlo desistere due amici lo rincorrevano per poi tuffarsi in mare anche loro. Diverse bracciate ed Ernesto veniva travolto dalle onde. Ingoiava molta acqua, perdeva i sensi. Intanto i due amici e la coppia riuscivano a mettersi in salvo. Scattavano le operazioni di salvataggio con le motovedette della Guardia Costiera che raggiungevano lo specchio antistante la tragedia. Via terra giungevano i sanitari della Pubblica Assistenza Flegrea e quelli del 118. Il corpo ormai senza vita del povero Ernesto veniva riportato in spiaggia proprio dagli amici.

Una motovedetta della Guardia Costiera durante le operazioni di salvataggio

ANNEGAMENTO –  La sua morte era avvenuta per annegamento e arresto cardiocircolatorio. Era il secondo dramma che si viveva sulla costa flegrea dopo l’annegamento lo scorso 15 giugno di Remo Schiano Lomoriello, il 55enne morto anch’egli in queste acque. Intanto i due giovani di 24 e 26 anni (entrambi residenti a Quarto) venivano soccorsi e trasportati all’ospedale “Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli”. Uno più grave finito in arresto cardiocircolatorio veniva salvato dai sanitari mentre l’altro veniva dimesso in tarda serata. La salma del 35enne di Pozzuoli veniva trasferita al Secondo Policlinico di Napoli dove nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia disposta dal PM che indaga sul caso.

IL DRAMMA –  Nel frattempo la notizia della tragedia raggiungeva il quartiere di Monterusciello dove Ernesto viveva con la madre Attilia Iovine, il papà Gennaro e la sorella. Idraulico di professione, Ernesto Cuordifede aveva lavorato per anni in provincia di Torino prima di tornare a Napoli. Per circa due anni aveva lavorato al Rione Terra fino allo stop dei lavori dello scorso 31 dicembre scorso. Decine di persone tra parenti, amici e conoscenti si riunivano fuori al civico 3 di via Carrà, nel quartiere dei 600 alloggi. “ Un eroe, Ernesto è un eroe” ripetevano in lacrime tutti. Parole di elogio per Ernesto arrivavano anche dal Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia “Un grande gesto degno di un eroe. Sono addolorato e vicino ai familiari. Dopo nemmeno un mese Pozzuoli piange per un’altra tragedia”.

GENNARO DEL GIUDICE

LE FOTO (di Angelo Greco e Paco Smart)
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