L'assessore al Demanio Giuseppe Carannante

BACOLI – Sulla vicenda delle spiagge libere del territorio bacolese è intervenuto anche l’Assessore al Demanio del Comune di Bacoli, Giuseppe Carannante, per chiarire alcuni dei nodi cruciali su cui verte il malcontento della popolazione.

 

Assessore, la situazione relativa ai nostri litorali si è fatta sempre più confusa con il passare degli anni. Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine?

E’ vero, ci sono diverse cose su cui bisognerebbe essere più chiari possibile. Da dove vogliamo cominciare?

 

Dal principio, dalle concessioni ai privati.

Sì, molte difficoltà nascono da qui. Per questo motivo l’amministrazione non ha mai rilasciato concessioni in tal senso, e in una delibera del 2012 abbiamo vietato gli ampliamenti di quelle esistenti, per impedire innanzitutto che le spiagge libere rimaste sul litorale di Miseno rischiassero di essere fagocitate dai concessionari privati limitrofi.

 

Ma c’è una legge che assicura ai cittadini il 20% di spiagge libere dei litorali.

 

Sì, e parla anche di un non precisato equilibrio tra spiagge libere e private. Ma l’impianto legislativo è ambiguo in diversi punti. Per esempio, non specifica cosa si intende per “il 20% dei litorali” o “per ambito comunale”. E’ il 20% dei singoli litorali o dei litorali del territorio nel loro insieme? Perché, in quel caso c’è il litorale di Fusaro/Cuma che ha chilometri di spiaggia libera, ma anche quello di Baia o della Marina di Bacoli, per menzionarne qualcuno.

 

Le spiagge di Miseno e Miliscola

Quindi le concessioni proliferate negli anni passati approfittavano delle maglie larghe della legge?

Sì, ma dovevano scadere nel 2015. Purtroppo la Comunità Europea ne ha prorogato la scadenza al 2020.

 

Cosa sta facendo il Comune nel frattempo?

Innanzitutto lo stop alle concessioni e ai loro ampliamenti accennati prima. Poi l’Università di Napoli è stata incaricata di redigere il “Piano Utilizzo Arenili” che, quando sarà pronto, azzererà automaticamente tutte le concessioni a prescindere dalla loro scadenza. A quel punto si rimetteranno a bando gli arenili, affidandoli soprattutto ad associazioni e cooperative, e stabilendo il giusto equilibrio tra spiagge libere e private.

 

Negli ultimi tempi si sono accesi i riflettori anche sul mancato impegno dell’Ente rispetto alla delibera del Consiglio Comunale dello scorso aprile sulla dismissione dei lidi militari.

Qui c’è un altro equivoco, perché in quel consiglio è stato detto anche che si tratta di un processo molto lungo. Non è che dall’oggi al domani si smantellano dei presidi militari. È un iter burocratico complesso, in cui ci si confronta con il Ministero della Difesa, a cui spetta l’ultima parola a riguardo. I nostri uffici hanno già inviato gli atti di quella delibera al Ministero, ma nel frattempo abbiamo posto in essere un procedimento di dismissione di un tratto di spiaggia dell’Aeronautica, di comune accordo con loro.

 

Quali sono le basi di quest’accordo?

Il Comune concede all’Aeronautica uno sconto del 25% sulla TARSU. In cambio il Comando dell’Aeronautica ci dà una porzione di spiaggia corrispondente al 25%, dove i residenti possano usufruire di tutti servizi a costi bassissimi attraverso un abbonamento di 30 euro al mese a persona, ma nell’ottica di una dismissione definitiva di quell’area a favore del Comune di Bacoli, come obiettivo comune delle due parti.

 

Alcuni ritengono queste convenzioni degli specchietti per le allodole, se non vere e proprie truffe ai danni del cittadino bacolese.

Dire che lo scorporo TARSU concesso all’Aeronautica sarà addossato ai cittadini è una falsità assoluta. Una vera baggianata. È un mancato introito da parte del Comune, in cambio di una precisa contropartita: forti agevolazioni per i residenti ora, e dismissione definitiva di quell’area poi. E’ per questo che con gli altri lidi militari non ci sono protocolli di intesa in atto.

 

L’altro pomo della discordia sono questi famosi 5 metri di battigia, su cui arrivano segnalazioni continue di abusi. Una guerra di tutti contro tutti.

E’ vero, e su questo bisogna fare un plauso agli uomini della Capitaneria di Porto che fanno davvero un lavoro immane in tal senso, nonostante la carenza di personale e l’immensa mole di lavoro che hanno in questo periodo dell’anno. Con loro c’è un rapporto e un confronto costante e onesto. Il Comandante Visone non ha esitato a dare indicazioni importanti anche nei periodi di difficoltà. Ma di grande aiuto sono anche le associazioni che si occupano della pulizia di alcuni tratti di spiaggia, come il vecchio Lido Aurora. Anzi riguardo a quel lido, proprio su segnalazione della Guardia Costiera e dei volontari che se ne occupano, abbiamo appena emesso un’ordinanza per la chiusura notturna dei cancelli, perché di notte ci fanno feste e falò che lasciano la spiaggia in condizioni pietose la mattina successiva.

 

Un’ ultima domanda. Al di là di tutto, cosa pensa davvero della situazione sul litorale di Miseno, che non ci sia più una spiaggia libera che possa definirsi tale?

Che anch’io, da bacolese, vorrei più spiagge libere su quel litorale. Ma devo garantire alla cittadinanza bacolese tutto ciò che mi è possibile nelle condizioni attuali, qui e ora. Poi se dobbiamo fare politica, è facile cavalcare l’onda della protesta contro tutto e tutti. Ma la verità è che ci vuole pazienza e che bisogna scegliere le strade realmente perseguibili in questo momento, in attesa che venga redatto il PUA e possiamo finalmente sistemare tutto.

 

Intervista di

MANUELA L.CUCCURESE