Luigi Guardascione, gestore del "Lido Esercito"

BACOLI – Nelle ultime settimane si è fatto intenso il dibattito intorno alla problematica delle spiagge libere nel territorio bacolese e frequenti sono state le critiche, attraverso la stampa, verso i lidi militari e la loro gestione delle attività balneari, ritenuta “del tutto a discapito dei cittadini residenti”. Gli operatori di questi stabilimenti balneari, però, non ci stanno e rispondono agli attacchi sostenendo che proprio la loro attività è ben lungi dal discriminare gli abitanti di Bacoli. Tra questi c’è il “Lido Esercito” sul litorale di Miseno, il cui servizio sull’arenile è gestito da  Luigi Guardascione e dalla cooperativa “Flegrea Beach Service”.

 

“NESSUNA DISCRIMINAZIONE” – E proprio Guardascione, insieme  al Maresciallo dell’Esercito Ciro Razzini, a spiegare la politica adottata dal lido quest’estate e quali sono le novità rispetto al passato. «Innanzitutto la nostra cooperativa e il Comando Generale hanno deciso che il cittadino bacolese debba accedere ai servizi del lido a parità di condizioni dell’utente militare, a prescindere o meno da accordi con il Comune» racconta Luigi. Questo significa che i servizi del lido restano aperti ai residenti con le stesse tariffe riservate ai militari (2,50 euro l’ombrellone, 4,00 euro il lettino se vogliono) e senza nessun tetto massimo di posti disponibili, mentre fino all’estate 2012 per i residenti erano previsti 100 ombrelloni a 1,50 euro per nucleo familiare.

 

L'ingresso di giovani residenti sull'arenile

AGEVOLAZIONI – L’altra novità riguarda i giovani bacolesi (ma anche degli altri comuni come la vicina Monte di Procida) fino ai 18 anni e muniti di carta d’identità che pagano 1 euro per l’ombrellone e i vari servizi, e ai quali è riservata un’area del lido con circa 100 ombrelloni, molto frequentata. «In questo modo stanno bene i ragazzi che hanno i loro spazi, si divertono e sono salvaguardati, ma soprattutto sono più tranquilli i loro genitori, – prosegue Luigi Guardascione – Insomma, prima di lanciare accuse, spesso per sentito dire, qualcuno potrebbe farsi un giro in certe realtà, informarsi a fondo, parlare con questi ragazzi e i genitori, o con le colonie di minori a rischio provenienti anche dal territorio napoletano, ospiti qui da anni», concludono Luigi e il Maresciallo Razzini che da diversi anni ospitano colonie di minori disagiati, tra cui quelli della “Don Bosco”.

 

LE SPIAGGE – Intanto,lungo il litorale di Miseno ci sono altri lidi militari che hanno più o meno mantenuto i provvedimenti adottati gli anni scorsi; la Marina militare mantiene i sempre “chiacchierati” spazi limitrofi di spiaggia libera per i residenti, mentre il “Lido C.R.D.D.” è in attesa di un eventuale nuovo protocollo di intesa con il Comune di Bacoli. Gli operatori contattati, però, confermano che la questione delle spiagge libere è diventata negli anni, in effetti, sempre più complessa.

 

MANUELA L. CUCCURESE

 

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