Il Liceo Seneca di Bacoli

BACOLI – Continua la lotta in difesa di Jessica, la giovane disabile a cui è stato impedito di seguire le lezioni dell’anno scolastico appena iniziato perché maggiorenne. Jessica vive nella città flegrea e vorrebbe poter continuare a frequentare il suo liceo, lo scientifico “Seneca” di Bacoli. La Giunta comunale ha infatti approvato una delibera con la quale si chiede il reinserimento scolastico almeno per un altro anno. L’amministrazione, affiancandosi ai vari appelli lanciati da associazioni e studenti per difendere il diritto allo studio della ragazza, ne lancia uno alle istituzioni in una delibera di solidarietà indirizzata al Ministero della Pubblica Istruzione e alla Direzione Scolastica Regionale in cui si chiede “di riconsiderare la possibilità di permettere a J. C. di frequentare per un altro anno (2013/2014 ndr) il liceo Scientifico “L. A. Seneca” di Bacoli”.

UNA QUESTIONE COMPLESSA – Una questione estremamente complessa (che ingiustamente non consente ad una giovane studentessa disabile di non poter proseguire gli studi solo perchè maggiorenne) che acquisisce sempre più i contorni dell’impasse giuridico; da un lato c’è una normativa espressa nella Circolare Ministeriale del 2011 secondo cui “l’alunno con disabilità […] ha titolo a proseguire, se non abbia superato il 18° anno di età prima dell’inizio del nuovo anno scolastico nella scuola di secondo grado […]”. Ma d’altra parte ricorda anche quanto affermato costantemente dalla Corte Costituzionale a partire dal 1987 e dalla legge 104/92 in materia di integrazione sociale e scolastica degli alunni con disabilità, che sanciscono “il diritto pieno e incondizionato” di questi ultimi, a frequentare scuole di ogni genere e grado, e che impegnano lo Stato ad abbattere tutte le barriere che ne impediscano lo sviluppo psicofisico e relazionale.

IL COMUNE IN AIUTO DI JESSICA – Dunque, è alla luce di queste forti contraddizioni normative e della storia personale di Jessica, che il Comune di Bacoli chiede agli organi preposti di rivedere la decisione e di non dare un altro grande dispiacere alla ragazza. Nella delibera, infatti, non manca il riferimento all’enorme trauma subito dalla giovane appena due anni fa, quando la casa in cui Jessica era cresciuta è stata abbattuta. Nel frattempo, la comunità si mobilita, gli studenti del liceo continuano la loro lotta a fianco alla compagna e cresce l’attenzione mediatica sulla vicenda.

MANUELA L. CUCCURESE