BACOLI – «Un segno che la Madre dell’Umanità ha voluto mandarci. Un messaggio d’amore, da colei che è simbolo e madre di tutti gli uomini». E’ così che il sindaco della città Gianni Picone presenta il senso della presenza che avrà per la comunità bacolese la “Madonna del Parco della Quarantena”, il manufatto rinvenuto tra rovi e sterpaglie da due agenti della Polizia Municipale nel mese di marzo scorso durante un sopralluogo all’interno dell’omonimo parco, in via Spiaggia Romana. Da oggi, infatti la statua “guarda” la città dall’androne che separa il Comando Vigili dall’Ufficio Anagrafe: uno spazio prima vuoto, ora arricchito dall’effigie della Vergine.

LA CERIMONIA – Ieri mattina, presso il Centro Sociale Anziani di via Gaetano de Rosa, la cerimonia ufficiale con la benedizione dell’icona officiata da Padre Salvatore Mancino e Padre Carmine Guida, Vicario della Forania di Bacoli e Monte di Procida. Una giornata particolarmente significativa per il Comando della Polizia Municipale di Bacoli: la restituzione al culto della statua in gesso, dinanzi alla quale i “caschi bianchi” Francesco Mancino e Gerardo Cefaliello non hanno affatto chiuso gli occhi. Tutt’altro.

IL PLAUSO DELLA COMANDANTE LEONE – A raccontare la vicenda emozionata ed orgogliosa dei “suoi” uomini è la Comandante Marialba Leone. «Quando abbiamo ritrovato la statuina della Vergine Maria abbandonata sul ciglio della strada ha prevalso l’umanità ed il sentimento religioso verso Colei che è madre dell’Umanità, la nostra Avvocata, la massima fonte della Divina Misericordia – ha dichiarato la Leone nel suo intervento – Nessuno avrebbe abbandonato la propria mamma tra i rifiuti e la sporcizia. Ed inconsapevolmente, quella Madonnina di Lourdes ci riporta all’apparizione. La Vergine apparve in un luogo umile, una discarica: un luogo dal quale mai avrebbe potuto “uscire qualcosa di buono”. Ed invece è dalla polvere, è dal nulla che sorge la Luce vera! Ed è dalla polvere che Dio innalza gli umili. Ed i miei Agenti sono stati un po’ come i pastori del presepe. Non sono rimasti indifferenti davanti alla Luce. Noi – conclude – siamo anche questo».

IL RECUPERO DELLA VERGINE – Rimasta alle intemperie per chissà quanto tempo, la Vergine è stata affidata, in prima battuta alle sapienti mani di un architetto ed artista di Bacoli, Illiano, affinché ne restituisse le fattezze. Successivamente, il manufatto è stato consegnato ad un secondo restauratore, Francesco Costigliola. A segnalare il nome di dello scultore, anch’egli figlio di questa terra, il presidente dell’Associazione Culturale Michele Sovente, Nestore Antonio Sabatano, su richiesta degli stessi Agenti. «Gli Agenti chiesero un parere per l’affidamento del restauro – racconta il dottor Sabatano – ed io fui felice di presentare loro il maestro Francesco Costigliola, nostro concittadino che con bravura e maestria certosina ha così recuperato le forme e le pitture dell’opera». «Promuovere la cultura, tutelare i nostri tesori è da sempre il faro che illumina l’attività di questa associazione, sono contento che abbiano tenuto conto della mia proposta».

L’OPERA RESTAURATA – Restauratore e scultore, Francesco Costigliola ha già consegnato alla città due suoi importanti lavori: il restauro del busto dell’avvocato Carmine Cerillo ed un bassorilievo su marmo del vecchio stemma del Comune di Bacoli. «Ho accolto con piacere la richiesta di restaurare la statua in gesso della Vergine che, essendo stata a lungo esposta alle intemperie ha richiesto un intervento di restauro molto complesso – spiega Francesco Mancino, seduto al tavolo dei relatori – bisognava riprendere i lineamenti originari, lasciarsi trasportare anche con l’immaginazione ad una definizione del volto. In ultima fase, poi, ne ho cercato di riprodurre i colori. Spero vivamente che il lavoro piaccia».