I due sono stati arrestati dai carabinieri

BACOLI –  La punizione più infame, rapire un neonato per punire la madre. Un piano diabolico, premeditato, messo in atto per vendicare un loro amico, l’ex marito di lei. Così domenica sera intorno alle 19.30 in due si sono introdotti nell’abitazione della donna e del suo nuovo compagno in via Tarquinio il Superbo a Bacoli dove la coppia, originaria del Bangladesh, vive insieme al figlioletto nato appena 20 giorni fa. Hanno approfittato della porta d’ingresso al piano terra lasciata socchiusa. Mamma, padre e figlio erano in cucina, il piccolo tra le braccia della donna che improvvisamente ha visto materializzarsi la sagoma di due uomini. Attimi di terrore, i due si sono avventati su di lei tentando di afferrare il piccolo. Fortunatamente senza riuscirci. Non l’hanno nemmeno toccato, né sfiorato grazie all’intervento del padre del bimbo, 30enne, anch’egli bengalese come la donna (33enne) che  si è scagliato contro di loro. Ne è nata una breve colluttazione. Li ha presi a calci nelle parti basse, riuscendo a metterli in fuga. Poi ha chiamato il 112 per dare l’allarme.

ARRESTATI –  Di lì a poco è partita la caccia all’uomo tra le strade della città alla ricerca di quei due criminali che subito dopo sono stati rintracciati e arrestati dai Carabinieri della stazione di Bacoli insieme a colleghi dell’Aliquota Radiomobile di Pozzuoli. Si tratta di Abib Asan, 21 anni, già noto alle forze dell’ordine e Monir Hassain, 28 anni, entrambi senza fissa dimora. I due sono stati rintracciati e bloccati dai carabinieri mentre si allontanavano a piedi dalla zona. Dopo averli portati in caserma i militari dell’arma hanno poi scoperto il perché del tentativo di sequestro. Un motivo che mette i brividi: i due si volevano vendicare nei confronti della donna bengalese colpevole ai loro occhi di aver ripudiato l’ex marito, sempre un connazionale, un loro amico, per intraprendere una relazione sentimentale con l’attuale compagno col quale viveva ed aveva avuto un figlio dopo la rottura del matrimonio. Per farlo avevano deciso la punizione più infame: rapirgli il figlioletto appena nato. Fortunatamente così non è stato. Dopo le formalità di rito i due sequestratori sono stati condotti nella carcere di Poggioreale.

GENNARO DEL GIUDICE