BACOLI – E’ Mimmo Borrelli, il drammaturgo bacolese di fama internazionale il vincitore della terza edizione del Nuovoimaie Talent Award, assegnato giovedì scorso al migliore attore e alla migliore attrice emergenti italiani tra i film presentati alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia. Un premio condiviso con l’attrice Federica Rosellini, protagonista dell’opera prima di Valentina Pedicini “Dove cadono le ombre”. Il riconoscimento è stato ideato da Nuovoimaie – l’Istituto Mutualistico Artisti Interpreti ed Esecutori – per valorizzare e riaffermare il lavoro dell’attore. I due vincitori sono stati individuati, tra i film in concorso e non, dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani presieduto da Franco Montini e dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, guidato da Laura Delli Colli. La cerimonia di premiazione si è svolta presso lo spazio Italian Pavilion-Sala Conferenze Tropicana, dell’Hotel Excelsior di Venezia Lido alla presenza di Alessandro Borghi (che vinse il premio nella prima edizione del 2015) e Antonia Truppo in qualità di ‘padrino’ e ‘madrina’ del Nuovoimaie Talent Award, e della vincitrice della scorsa edizione, Camilla Diana, per il passaggio del testimone.

LE MOTIVAZIONI – Mimmo Borrelli, attore, autore e regista teatrale da quasi vent’anni (‘Sanghenapule’, scritto con Roberto Saviano; ‘Cante e Schiante’; ‘Napucalisse’) e vincitore di numerosi premi, è alla Mostra di Venezia (Giornate degli Autori) con il suo debutto al cinema, protagonista del film di Vincenzo Marra “L’equilibrio” in cui interpreta la parte di un sacerdote che si scontra con la realtà della Terra dei Fuochi. Un vero e proprio capolavoro italiano che sarà proiettato sul grande schermo a partire dal prossimo 21 settembre. Il premio gli è stato assegnato «per la precisione con cui nel film “L’equilibrio” di Vincenzo Marra interpreta un sacerdote inquieto e coraggioso, che risponde esclusivamente alla propria coscienza e, per questo motivo, eroico. Ma l’eroismo disegnato da Borrelli evita retorica e stereotipo e comunica un senso di vibrante umanità nella quale è facile riconoscersi. Insomma una grande prova d’attore».

IL FILM – Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia, il quarto film di Vincenzo Marra ha come protagonisti Mimmo Borrelli e Roberto Del Gaudio. Giuseppe (Mimmo Borrelli), un sacerdote campano già missionario in Africa, opera in una piccola diocesi di Roma. Messo in crisi nella sua fede, chiede al vescovo di essere trasferito in un comune della sua terra e, così, viene spostato in un piccolo paesino del napoletano. Giuseppe prende il posto del parroco del quartiere, Don Antonio (Roberto Del Gaudio), un uomo dal grande carisma e dalla magnifica eloquenza, che si è conquistato la fiducia di una intera comunità. Don Antonio per meriti acquisiti sta per essere trasferito a Roma. Prima di partire introduce Giuseppe nella dura realtà del quartiere. Una volta insediato, Giuseppe si mette all’opera con decisione a abnegazione per migliorare la situazione del paese, disastrato da disoccupazione, malavita e da un’altissima incidenza di tumori dovuta ai rifiuti tossici. Il sacerdote si renderà ben presto conto dell’omertoso equilibrio raggiunto fra popolazione, chiesa, istituzioni e criminalità organizzata, rischiando la propria pelle per le sua tenace e coraggiosa lotta contro lo “status quo”.