La foto di rito dei bambini con il Sindaco di Bacoli e gli Assessori

BACOLI –  Un momento di gioia e solidarietà ha coinvolto il sindaco di Bacoli, Ermanno Schiano e la sua giunta, che hanno accolto, nella sede municipale, i piccoli rifugiati del popolo Saharawi che come ogni anno hanno trascorso il mese di agosto a Bacoli presso l’istituto Gramsci. Accolti da un buffet di benvenuto, il sindaco Schiano e l’assessore alla Pubblica Istruzione Flavia Guardascione, appoggiando il lavoro dell’associazione “Bambini senza confini-Onlus”, hanno incontrato uno dei membri del consiglio direttivo, Luisa Mauro. Varie le iniziative formative, educative, di sostegno ambientale, e medico-sanitarie che hanno informato i presenti sulle condizioni precarie nelle quali questo popolo è costretto a vivere. Sul finire dell’incontro, i bambini hanno cantato, per tutti i convenuti, il loro inno nazionale e una delle più famose canzoni della tradizione partenopea: ‘O surdato ‘nnammurato.

 

IL PROGETTO – I piccoli dello Saharawi giungono in Italia grazie al programma di accoglienza nazionale “Bambini dello Saharawi ambasciatori di pace”, al quale l’associazione ha aderito sin dalla sua costituzione. Il programma prevede l’accoglienza dei rifugiati nel nostro paese nel mese di luglio a Napoli e di agosto a Bacoli. Al loro arrivo i bambini sono stati sottoposti a visite pediatriche e dentistiche, in modo da poter garantire loro le dovute cure medico-sanitarie. Successivamente l’associazione ha provveduto ad organizzare attività ludico-ricreative, in particolare, nell’ultimo mese di permanenza, i bambini sono ospitati dagli stabilimenti balneari dell’Esercito e della Marina Militare, per poter godere del sole e del mare del litorale di Miseno.

 

L’IMPEGNO – L’Associazione è nata nel 2004 ed opera, assieme alle altre che hanno aderito al coordinamento nazionale delle associazioni di Solidarietà con il popolo Saharawi, per far conoscere e sostenere la causa del popolo Saharawi. Questa popolazione è stata costretta a rifugiarsi in Algeria a seguito dell’invasione della propria terra da parte del Marocco e, pur vivendo in situazioni di estrema digenza, riesce a sopravvivere grazie agli aiuti della comunità internazionale. L’associazione, riesce a promuovere progetti di solidarietà con le popolazioni dei campi profughi situati nel deserto algerino. «La nostra associazione – spiega Luisa Mauro – è completamente autofinanziata, di conseguenza per continuare il programma di solidarietà, i soci lavorano costantemente durante tutto l’anno per poter raccogliere i fondi necessari. Infatti, a tal fine vendiamo uova di cioccolato durante il periodo pasquale, riceviamo donazioni spontanee o attraverso il cinque per mille che può essere devoluto a sostegno di questa causa».

GAIA GUARDASCIONE

LE FOTO

[cronacaflegrea_slideshow]