Lo striscione dedicato alla piccola Jessica

BACOLI –  Una marea umana, almeno 2 mila persone hanno partecipato alla fiaccolata organizzata a Bacoli per dire “No” agli abbattimenti. Al corteo, organizzato dalle famiglie destinatarie dei provvedimenti di demolizione insieme alla comunità parrocchiale hanno partecipato uomini, donne, bambini, associazioni, comitati anche di altri comuni. Presenti anche il sindaco di Bacoli Ermanno Schiano, il Vescovo della Diocesi di Pozzuoli Monsignor Gennaro Pascarella e il senatore Carlo Sarro.

TANTI STRISCIONI e cartelli esposti: ” “La casa di Jessica non si tocca” ;“Caro Gesù bambino per Natale non voglio doni voglio solo dormire nel mio lettino…e non le ruspe nel mio giardino” ; “Noi abusivi per necessità…dove erano le istituzioni?”, “Le ruspe ci stanno attaccando, fermate i mostri”. Il corteo con centinaia di fiaccole accese è partito dalla chiesa del “Sacro Cuore di Gesù” di Fusaro ed ha attraversato l’intera zona di Torregaveta per poi fare tappa presso le abitazioni delle famiglie Cardamuro e Carannante rispettivamente in via Papinio Stazio e via Apicio.

In 2mila con cartelli e striscioni hanno sfilato lungo le strade di BacoliIn 2mila hanno sfilato lungo le strade di Bacoli

I MANIFESTANTI  hanno annunciato che sono pronti a scendere nuovamente in piazza qualora dovessero ritornare le ruspe e di essere pronti a formare di nuovo quel muro umano per difendere le case da abbattere. Il timore è che da un momento all’altro le ruspe possano ritornare: si susseguono le ipotesi su come e quando il dispositivo di demolizione emesso dalla Procura Generale possa essere messo in atto. Nella giornata di ieri circolava la voce di un imminente arrivo per la giornata di domani o per i prossimi giorni, magari proprio a cavallo con il giorno di Natale visto che la concomitante partita del Napoli al San Paolo la sera del 23 escluderebbe la presenza di forze dell’ordine prima.

IPOTESI  che per ora non trovano alcune ufficialità ma che in queste ore stanno riaccendendo gli animi: come la presenza nella serata di sabato e nella mattinata di ieri due camionette dei carabinieri che hanno stazionato in via Lungolago mettendo nuovamente in guardia i manifestanti. L’auspicio è quello di non dover rivivere le drammatiche scene di guerriglia urbana di venerdì mattina che hanno portato all’arresto di tre persone e al ferimento di una trentina tra manifestanti e forze dell’ordine.

Donne, uomini e bambini hanno partecipato alla fiaccolata

VENERDI’ POMERIGGIO, quando la ruspa giunta a pochi metri da casa dei Cardamuro aveva fatto retromarcia, in tanti avevano creduto che alle tre famiglie di Bacoli venisse applicata la sospensione dell’assistenza della forza pubblica per l’esecuzione di sfratti, sgomberi di immobili occupati abusivamente ed altri provvedimenti concordata con i vertici territoriali dell’Autorità giudiziaria ed in vigore fino al 10 gennaio 2012 a causa degli straordinari impegni che le Forze di polizia sono chiamate ad affrontare nell’attività di controllo del territorio durante le festività natalizie. Ma in realtà la sospensione dei provvedimenti di abbattimento era valevole solo per la giornata di venerdì quando a seguito degli scontri il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica aveva sospeso le operazioni facendo rientrare gli oltre 150 agenti impegnati per l’ordine pubblico.

LA SITUAZIONE –  Le case da abbattere sono 2,  abitate da 3 famiglie. La prima  in via Papinio Stazio in località “Pantano” a Torregaveta dove in una villetta a due piani vive Raffaele Cardamuro e accanto, in un locale attiguo il fratello Pasquale, padre Jessica, la ragazza disabile divenuta emblema della battaglia contro le demolizioni: in tutto sono 9 persone. Nei loro confronti il sostituto procuratore Ugo Ricciardi letti gli atti del procedimento R.E.S.A. aveva disposto la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi. La famiglia Cardamuro aveva edificato abusivamente su un terreno di loro proprietà il manufatto, vedendo negli anni respinti tutti i gradi di giudizio sul cui capo pende un’ingiunzione a demolire notificatagli 7 marzo del 2008. Analogo iter per i 4 componenti della famiglia Carannante che vivono in un’abitazione in via Apicio, lungo la principale via Giulio Cesare: nei loro confronti un’ingiunzione a demolire gli fu notificata l’11 novembre del 2005.

GENNARO DEL GIUDICE
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FOTO di Enzo Lucci