Il sindaco di Bacoli Ermanno Schiano

BACOLI –  Il Sindaco di Bacoli Ermanno Schiano ha revocato questa mattina le sue dimissioni dalla carica di primo cittadino rassegnate lo scorso 15 dicembre. Dimissioni che maturarono a fronte della constatazione della grave situazione sociale venutasi a creare in città conseguente all’esecuzione di demolizione di fabbricati decisa dalla Magistratura. La revoca è giunta a 48 ore dal termine ultimo (fissato il 20 giorni) per il ritiro delle dimissioni, oltre il quale il primo cittadino sarebbe decaduto automaticamente dalla carica aprendo le porte all’arrivo in città di un Commissario Prefettizio.

LA LETTERA  di revoca delle dimissioni è stata inviata al Prefetto di Napoli, al Presidente del consiglio comunale, ai consiglieri, agli assessori e al segretario generale. A chiedere la revoca delle dimissioni nei giorni scorsi anche il Consiglio Regionale con apposito ordine del giorno n.5 del 30/12/u.s e i cittadini attraverso una raccolta firme.«Rinunciare all’impegno, talvolta, è molto più semplice e comodo di restare al proprio posto e affrontare, insieme alle altre Istituzioni ed anche insieme ai cittadini, le difficoltà quotidiane che l’azione amministrativa pone – ha affermato Ermanno Schiano.

Il sindaco di Bacoli mentre si reca in una delle due abitazioni abbattute

LA RIFLESSIONE – “E’ evidente che da Sindaco del Comune di Bacoli e nella veste di Ufficiale di Governo, non avrei dovuto pormi anche solo in apparenza in posizione antitetica rispetto alle altre Istituzione dello Stato, ma da semplice cittadino non mi è certamente inibita l’espressione della succitata solidarietà umana” .

DARE UNO “SCOSSONE” ALLA POLITICA –  «Con le mie dimissioni intendevo smuovere e sensibilizzare la politica sul delicato tema degli abbattimenti. Una politica che negli anni addietro non è stata capace di programmare nè di dettare linee guida. Gravi mancanze che hanno dato vita ai gravi problemi di natura sociale che tutti noi conosciamo –spiega il primo cittadino. Ma nel corso di queste difficili giornate, trascorse anche a riflettere sull’assoluta necessità di attivare tutti i percorsi per evitare nel futuro simili tragedie, ho preso atto dei sensi di una vicinanza umana ed istituzionale che, pur con lievi differenze, rilevano l’assoluta necessità di non interrompere i sentieri avviati e soprattutto, non privare l’Ente e la Collettività di un momento di programmazione politico-amministrativa che si snoda proprio sul percorso di recuperare il senso della legalità e delle regole laddove esso sembra essersi indebolito o addirittura perduto»

ROBERTA LUCCI
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