BACOLI – Finisce dopo appena dieci mesi l’esperienza da sindaco di Giovanni Picone. L’avvocato ha affidato ad un lunga lettera pubblica il saluto alla città, agli amministratori che gli sono rimasti “fedeli”, non risparmiando però critiche a chi avrebbe causato la fine anticipata della consiliatura.

“ABBIAMO FATTO IL MASSIMO” – «Il nostro impegno in questi mesi, penso sia ormai a tutti noto – ha spiegato l’oramai ex primo cittadino di Bacoli – Abbiamo ereditato una città in predissesto, con un debito enorme, un deficit strutturale ed una credibilità ormai azzerata in diverse sedi istituzionali, condizione rispetto alla quale abbiamo fatto il massimo, di quel che era nelle nostre possibilità, per trovare soluzioni e riacquistare fiducia».

“DISSESTO EVITABILE” – A questo punto, Picone entra nel “tecnico”, andando a spiegare passo dopo passo quanto fatto per evitare il default dell’ente: «Le Sezioni Riunite della Corte dei Conti di Roma – massimo Organo di Giustizia Contabile – il 17 gennaio 2018, riconosceva la possibilità di presentare un nuovo Piano di Riequilibrio. Contro questo provvedimento, in data 24 gennaio 2018, la sezione Regionale della Corte dei Conti, sosteneva la conferma della propria decisione: in pratica il Dissesto. Il 23 marzo 2018, la Corte dei Conti di Roma decideva, in via definitiva, che il Comune di Bacoli era legittimato a presentare un nuovo Piano di Riequilibrio. Era la conferma che il dramma del dissesto veniva allontanato con buone possibilità di evitarlo, risultato riconosciuto, non dalle “invenzioni” della politica, ma dalla più qualificata sede in materia di Giustizia Contabile». Dopodiché Picone “torna” a Bacoli, dove venti giorni fa si è tenuto il consiglio comunale che ha di fatto decretato la spaccatura interna: «Nella seduta del Consiglio Comunale del 10 aprile 2018, invece, l’opposizione, più due consiglieri della maggioranza, votavano contro l’approvazione del Piano Urbano Traffico necessario sia per affrontare la ormai insostenibile “emergenza traffico”, che per offrire una credibile possibilità di introiti tra le entrate di bilancio- stroncando, consapevolmente, in un sol colpo, sia la possibilità di accoglimento del Piano di Riequilibrio, intanto approvato con Delibera del Consiglio Comunale del 20 febbraio 2018, che del bilancio previsionale».

“POTEVAMO EVITARLO” – Amaro il finale della luna epistola: «Distrutti, in pochi minuti, mesi di lavoro e la fiducia conquistata sulla base di documentate iniziative mirate a costruire una credibile soluzione al problema e premiate dalla Corte dei Conti. In pratica condannati al dissesto, dopo aver ottenuto la possibilità di evitarlo».