L'ingresso del Banco di Napoli di Piazza Rossini al Fusaro

BACOLI –  Il telaio della finestra minuziosamente segato sui lati, tenuto al muro solo con un nastro adesivo color alluminio così da non dare nell’occhio. A scoprirlo ieri mattina una guardia giurata in servizio presso lo sportello del Banco di Napoli di Piazza Rossini al Fusaro. Probabilmente qualcuno la notte prima aveva lavorato, creando il “buco” di accesso agli uffici per mettere a segno una rapina il giorno dopo oppure hanno tentato un furto poi saltato all’ultimo momento? Un giallo sul quale stanno indagano i carabinieri della stazione di Bacoli diretti dal maresciallo Carmine Napolitano.

La finestra scassinata

LA SCOPERTA  è stata fatta poco dopo le 8 di mercoledì quando la guardia giurata di turno notava l’anomalia nell’infisso: l’agente, che ogni mattina prima dell’apertura al pubblico accede per primo facendo un giro di perlustrazione e assicurandosi che tutto sia a posto, notava la strana “cornice” della finestra del bagno, con il nastro che teneva su vetro e telaio pronti per essere definitivamente spostati così da permettere ai rapinatori di entrare all’interno. Sul posto giungevano i militari della stazione di Bacoli e della Compagnia di Pozzuoli. Qualcuno, probabilmente la notte prima, dall’esterno dell’edificio nei pressi dell’ex stazione della cumana aveva “lavorato” per aprirsi un varco che gli sarebbe poi servito al momento opportuno. Un lavoro minuzioso che ha evitato anche che scattasse l’antifurto dell’istituto di credito. Non è escluso che quel varco sia stato aperto qualche giorno prima dall’interno di un parco che sorge nei pressi di Piazza Rossini.

VARCO PER UN FURTO O UNA RAPINA –  Un’operazione semplice per i malviventi, dal momento che nella parte sinistra del complesso vanvitelliano non c’è un sistema di video sorveglianza e per l’intera zona non ci sono guardiani notturni. Resta da capire se si sia trattato quindi di un furto saltato all’ultimo momento con i ladri che dopo aver aperto il varco sarebbero poi stati costretti a desistere dall’intento; oppure se il lavoro sia stato fatto appositamente di notte per poi sorprendere di giorno clienti e impiegati della banca. Indagini rese difficili anche dall’assenza di telecamere i videosorveglianza all’esterno della struttura. Gli investigatori hanno rilevato le impronte digitali in quella parte dell’ufficio spiegando come quella del “buco” previamente preparato in un muro o su di una finestra, sia una tecnica diffusa tra i “bank robbers”. Dopo la scoperta il direttore dell’ufficio Fabio D’Errico avvertiva la direzione centrale del Banco di Napoli che  inviava sul posto una squadra del servizio operativo i cui tecnici provvedevano a mettere in sicurezza l’area ripristinando l’infisso e collocando una grata di protezione.

ROBERTA LUCCI
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