BACOLI – Caos ieri sera in Consiglio comunale a Bacoli dove i sei consiglieri dei partiti di opposizione hanno abbandonato l’aula per protesta nei confronti del presidente del consiglio Ciro Mancino. A lasciare l’Assise sono stati Enzo Salviati, Salvatore Illiano, Assunta Di Razza, Josi Della Ragione, Alessandra Sagliocchi, Giuseppe Rosiello. Alla base della decisione la ritardata ricezione della documentazione necessaria per la discussione di due punti all’ordine del giorno e il comportamento del presidente del consiglio che avrebbe negato a 6 la parola quando hanno chiesto il rinvio dei punti oggetto di discussione.

LE ACCUSE – Queste le accuse rivolte dalle opposizioni in una nota congiunta «I consiglieri comunali di opposizione, preso atto della impossibilità di discutere i primi due punti all’ordine del giorno del consiglio comunale odierno, per assenza della documentazione necessaria, hanno abbandonato l’aula – hanno scritto in una nota i sei consiglieri – Durante la conferenza dei capigruppo (22/09), era stato concordato con la Presidenza del Consiglio che i documenti in questione sarebbero stati trasmessi ai consiglieri entro e non oltre il 27 Settembre, al fine di consentire un’ adeguata discussione in Consiglio. Nulla di quanto concordato è avvenuto. In Consiglio Comunale abbiamo preso atto che tale documentazione sarebbe stata depositata soltanto ieri (28/09) oltre le ore 12, presso gli uffici di segreteria ma mai notificata ai consiglieri. Vista l’impossibilità di esercitare il nostro ruolo di consiglieri, era nostra intenzione prendere parola e chiedere alla Presidenza del Consiglio il rinvio di tali punti all’o.d.g. E ciò che ci rammarica di più è che tale facoltà ci è stata negata proprio dal Presidente che, durante la prima assise civica, dichiarò che avrebbe difeso i diritti dei consiglieri di minoranza, più di quelli di maggioranza. In tale contesto, -concludono le opposizioni – riteniamo il ruolo di consigliere totalmente svuotato della propria funzione. Per tale ragione, la nostra presenza all’interno del consiglio era da ritenersi completamente inutile.»