Il proprietario della villetta sarebbe stato legato e picchiato dai rapinatori

BACOLI –  I segni del terrore sul volto delle vittime, sorprese nel sonno dai malviventi nella propria abitazione. Scene da arancia meccanica all’interno di una villetta a Bacoli, alla seconda traversa di via Lungolago, in pieno centro cittadino. L’irruzione nel cuore della notte, intorno alle 3 di domenica. Obiettivo il solito: accaparrarsi soldi e preziosi. Anche questa volta i banditi hanno agito con una ferocia inaudita, scagliandosi contro la vittima, per terrorizzarla e metterla nelle condizioni di rivelare dove teneva custoditi i preziosi. Sul caso ora indagano i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli diretti dal Maggiore Roberto Spinola e i militari della stazione di Bacoli che mantengono il più stretto riserbo sull’episodio.

LA VITTIMA  sarebbe uno stretto parente di un imprenditore della zona, impegnato nella produzione di calcestruzzi. Proprio contro di lui i banditi si sarebbero accaniti, prima legandolo sul letto e poi picchiandolo. Dopodiché  hanno iniziato a rovistare all’interno dell’abitazione, all’affannosa ricerca di danaro e preziosi. Raccolto il bottino, si sono poi dati alla fuga,  lasciando dietro di loro il terrore negli occhi della vittima. Sul posto poco dopo giungevano i militari che iniziavano a dare la caccia ai banditi.

IL PRECEDENTE –  La rapina di domenica notte per ferocia ricorda quella di appena un anno fa messo a segno a Monte di Procida, poco più di un chilometro di distanza dalla villetta di via Lungolago.  In quell’occasione a finire nelle grinfie di spietati rapinatori fu un altro imprenditore, Angelo Schiano, comandante regionale del corpo sanitario internazionale” che insieme alla moglie e i figli rimase per 4 ore ostaggio dei rapinatori. L’uomo venne ripetutamente preso a calci, schiaffi e pugni davanti agli occhi della moglie, mentre i due figli venivano chiusi in un’altra stanza. Ad agire furono 5 feroci malviventi, tutti con i volti coperti, pistole in pugno e guanti da giardinaggio per non lasciare tracce. L’incursione nella villetta dopo aver immobilizzato il pastore tedesco di guardia, che veniva narcotizzato. Dopo ore di violenza e terrore alle 5 del mattino le belve di turno lasciarono la villetta portando via un bottino di 200 mila euro.

GENNARO DEL GIUDICE