Le ruspe che anche oggi hanno dovuto fare dietrofront

BACOLI – Una lunga giornata iniziata con gli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti e conclusasi con scene di giubilo quando la ruspa ha lasciato Torregaveta. Erano le 14 circa quando dopo un vertice del comitato di “ordine e sicurezza pubblica” sulla base di quanto stava accadendo a Bacoli, Procura e Prefettura comunicavano la sospensione degli abbattimenti delle due abitazioni. Ma prima si erano vissute scene di guerriglia urbana con un pesante bollettino finale: 4 arresti e una quarantina tra feriti e contusi. Scuole e negozi chiusi con la città completamente isolata dal resto dei Campi Flegrei.
GLI SCONTRI– Gli scontri iniziavano alla 7.30 quando le forze dell’ordine quando i circa 150 agenti del reparto mobile hanno cercato di aprire un varco nel cordone umano, composto da un migliaio di persone, che si opponeva alle demolizioni. Una parte dei manifestanti aveva presidiato per l’ intera notte le zone di Fusaro, Cappella e Bacoli chiudendo tutti i varchi verso le case di Cardamuro e Carannante, i

La polizia schierata

proprietari delle demolizioni da abbattere: per bloccare il passaggio delle ruspe venivano sistemate diverse automobili di traverso, un camion della nettezza urbana e realizzate barriere. Nel corso degli incidenti un agente del reparto mobile è rimasto lievemente ferito ed è stato medicato in ospedale con una prognosi di sette giorni. Sette scudi protettivi degli agenti del reparto mobile sono stati distrutti dai manifestanti durante la carica delle forze dell’ ordine accompagnata da lanci di lacrimogeni.  Momenti di tensione si sono avuti anche con giornalisti ed operatori, alcuni dei quali hanno affermato che la polizia avrebbe sequestrato cellulari ed apparecchiature video.  Secondo fonti dei manifestanti sarebbero una trentina i feriti negli scontri con le forze dell’ ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e cariche al lancio di sassi. Tra i feriti vi sarebbero anche alcuni minorenni. Quattro di essi si sono recati in ospedale, gli altri avrebbero fatto ricorso a medici privati.
GLI ARRESTI– Quattro persone venivano arrestate dalla Polizia: si tratta di un pregiudicato Ernesto Scotto Rosato, 27 anni, di Bacoli, e dei fratelli Ciro e Nunzio Di Donna, di 26 e 24 anni, che devono rispondere di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, e di um 47 enne di Bacoli. Scotto Rosato è accusato di aver lanciato sassi e tronchi d’ albero contro i poliziotti e di aver colpito alla gamba con una grossa pietra un agente. Inseguito, l’ uomo ha cercato di colpire con una pala gli inseguitori e successivamente ha aggredito a calci e pugni un poliziotto che cercava di bloccarlo. I due fratelli Di Donna hanno aggredito gli agenti. Il 24 enne ha colpito con una gruccia appendiabito un poliziotto, mentre il fratello ha lanciato dal balcone alcune pesanti fioriere, colpendo di striscio un agente. Sfondato il primo sbarramento forze

Cardamuro uno dei proprietari che si è barricato in casa

dell’ordine e una ruspa avanzavano fino a poche decine di metri dall’abitazione dei fratelli Cardamuro che nel frattempo si barricavano in casa con bombole di gas e taniche di benzina minacciano il suicidio. Intanto proseguivano i contatti e gli incontri tra Prefettura, Questura, Procura sul tavolo una grossa problematica di ordine pubblico.
IL VESCOVO – In quelle ore anche il Vescovo della Diocesi di Pozzuoli Monsignor Gennaro Pascarella  presiedeva un consiglio presbiterale al “Villaggio del Fanciullo”, con i sacerdoti della Diocesi di Pozzuoli,  che comprende Bacoli e Monte di Procida. All’ incontro interveniva anche  il sindaco di Bacoli, Ermanno Schiano. Il consiglio presbiterale faceva proprio l’appello inviato dallo stesso primo cittadino al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.  L’ auspicio della Diocesi di Pozzuoli è che “si possano adottare a livello nazionale dei provvedimenti in grado di superare queste criticità, per non acuire tensioni sociali e tutelare situazioni familiari e disagiate, pur evidenziando la necessità della tutela del paesaggio e del rispetto della legalità”. Nel frattempo i poliziotti formava tre cordoni: uno davanti all’abitazione, l’altro ad una ventina di metri e un terzo all’imbocco della stradina vietando l’accesso. Ancora attimi di tensione che via via scemavano fino al blocco delle operazioni: intorno alle 14 la ruspa faceva retromarcia e le forze dell’ordine lasciavano la zona.

GENNARO DEL GIUDICE

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