Il sindaco Ermanno Schiano

BACOLI –  «Rassegnai le dimissioni per scuotere la politica, per dare un segnale forte sul tema degli abbattimenti» Dimissioni, quelle di Ermanno Schiano sindaco di Bacoli «Che nacquero da un senso di scoramento nel vedere una città sotto assedio, per la demolizione di prime case. Sentii il bisogno di scendere in strada tra la gente da comune cittadino senza però lasciare nulla di intentato facendo il possibile per scongiurare quel dramma sociale» Queste le parole del primo cittadino dopo la revoca delle dimissioni rassegnate lo scorso 15 dicembre «Lo feci  non per salvaguardare l’abuso ma per far capire che erano case di necessità e che abbattendole si sarebbero avute forti ripercussioni sociali. Purtroppo l’obiettivo non è stato raggiunto perché le sentenze erano in esecuzione. Nel frattempo mi è stato chiesto dalla gente, dai consiglieri, dalla politica e dal consiglio regionale di tornare per continuare a svolgere il mio mandato elettorale».

VICINI ALLA GENTE MA GUERRA AGLI ABUSI –  Una città Bacoli che sembra essere diventata l’epicentro della lotta all’abusivismo da parte dello Stato da una parte; dall’altra della gente che chiede sanatorie a tutela delle abitazioni di prima necessità. Intanto è guerra agli abusi edilizi: «Nei  prossimi giorni dobbiamo individuare una ditta che dovrà effettuare subito gli abbattimenti al primo abuso, il primo mattone o pilastro che spunterà sarà abbattuto. Per reprimere da subito il fenomeno ed evitare che tra 10 anni ci si ritrovi a demolire una casa e il ripetersi altri drammi sociali»

Le persone interessate dagli abbattimenti nella sala giunta

IL  FUTURO   non si prospetta certo roseo: sei abbattimenti nell’ultimo anno, altre 2 sentenze passate in giudicato già notificate e preambolo a prossimi abbattimenti, numerose RESA in attesa di esecuzione e oltre mille richieste di condono non accettabili. Una città esclusa dal piano casa perché soggetta al vincolo paesaggistico, dove il Piano Regolatore del comune dal 1976 non è mai stato adeguato agli strumenti urbanistici reggenti e un piano paesaggistico regionale realizzato nel 1996 dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali che sopperì alle inadempienze della Regione Campania. In mezzo anni di abusi, pilastri diventati case per 10-15 anni, realtà abitative dove si sono radicate famiglie che improvvisamente sono state sradicate perché la legge le ha ritenute colpevoli di un reato. Una situazione dove la rigidità della legge si contrappone alla disperazione di centinaia di persone che si ritroveranno senza una casa.

LA DISPERAZIONE –  Proprio come accaduto stamattina nella sala giunta del comune di Bacoli dove prima dell’inizio della conferenza stampa del primo cittadino è andato in scena un prologo inatteso: un gruppo di una ventina di persone interessate agli abbattimenti ( tra queste c’erano anche le tre famiglie alle quali 15 giorni fa sono state demolite le abitazioni) hanno voluto incontrare il sindaco al quale hanno portato tutta la loro disperazione per la situazione di disagio che stanno vivendo.

ANGELO GRECO
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