La ricevitoria del lotto rapinata

Coltelli in pugno, hanno assaltato la ricevitoria del lotto a pochi metri dal Commissariato di Polizia. Hanno puntato una lama dietro la schiena di un dipendente della ricevitoria, costringendolo a riaprire la saracinesca, appena abbassata. Era l’ora della chiusura serale, gli ultimi clienti erano andati via, improvvisamente dal buio spuntavano i coltelli. Avrebbero agito in due mercoledì sera in via Sacchini, nei pressi della stazione della Cumana di Pozzuoli e del Tempio di Serapide.

E’ LA TERZA RAPINA. ORA E’ PSICOSI – Lungo questa strada negli ultimi tre mesi sono già state rapinate una tabaccheria e una farmacia. Ora è toccato all’unica ricevitoria del lotto.  La notizia dell’ennesimo raid malavitoso sta preoccupando gli altri commercianti della zona. “ Speriamo che la prossima volta non toccherà a me” ha esclamato il titolare di un’agenzia di scommesse nelle vicinanze. Una lunga sequela di rapine, nonostante la presenza del Commissariato di Polizia a poche decine di metri.

via Sacchini

L’ASSALTO – Mercoledì erano le 20.30 circa quando la ricevitoria del lotto al civico numero 13 di via Sacchini stava chiudendo, all’esterno del locale un dipendente che stava abbassando la saracinesca. Improvvisamente l’uomo sentiva la lama alla schiena. Erano attimi di terrore. L’uomo raggelato da quella minaccia, intorno a lui il buio della strada parallela al cavalcavia. I rapinatori lo obbligavano a riaprire e a consegnare i soldi. Avrebbero agito in due, i loro volti travisati, coltelli in pugno. Ancora non si conosce l’ammontare del bottino, ma pare che i rapinatori avrebbero portato via diverse migliaia di euro. Presi i soldi scappavano dileguandosi per i vicoletti del centro storico. Un’azione veloce, durata pochi minuti. Il tempo di bloccare la vittima, far riaprire il negozio e prendere l’incasso della giornata. Noncuranti della presenza dei negozi nelle vicinanze, del fatto che un agente di polizia del vicino commissariato potesse imbattersi sulla loro strada.

SENZA PAURA – Proprio come accadde lo scorso 25 maggio quando a “tempo di record” i poliziotti del vicequestore Michele Cante impiegarono appena 5 ore per catturare Gennaro Di Costanzo, il rapinatore che armato di pistola rapinò la farmacia “Petruzzelli” , proprio accanto alla ricevitoria del lotto svaligiata mercoledì sera. Di Costanzo fu riconosciuto da un agente  libero dal servizio che notata la scena, subito si mise all’inseguimento del rapinatore che, tuttavia, fece perdere momentaneamente le proprie tracce salendo a bordo di un’autovettura dove un complice lo attendeva. Fuga che durò appena 5 ore, dopo le quali il 32enne fu rintracciato e catturato a via Napoli, nei pressi della propria abitazione. Indosso l’uomo aveva ancora i 370 euro, proventi della rapina messa a segno qualche ora prima.

la tabaccheria di via Marino Boffa

CLIENTI PRESI IN OSTAGGIO – Prima di quel giorno toccò alla tabaccheria di via Marino Boffa, a dieci metri da farmacia e ricevitoria. Era una domenica sera, le strade erano affollate di gente. Due criminali armati di pistole e con i volti coperti da berretti e sciarpe fecero irruzione ne volta nel negozio affollato di clienti. Uno dei due chiudeva la porta d’ingresso e rimanendo sull’uscio, teneva la pistola puntata verso i presenti. L’altro ripulì la cassa. Per qualche minuti vittime e clienti furono tenuti in ostaggio. Prima della fuga, tra il caos della domenica sera.

GENNARO DEL GIUDICE
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