Il parco archeologico attrezzato dopo le operazioni di pulizia

MESSAGGIO:

Egregio direttore, i beni archeologici del nostro territorio sembrano ricevere da questa Amministrazione un’attenzione a cui non eravamo forse abituati, tanto che da parte di alcuni si è addirittura parlato di “modello Pozzuoli”. Trattasi, a mio modesto avviso, di un passo minuscolo, seppur utile. I nostri monumenti devono vivere, essere fonte di ricchezza per la Città; cose che è possibile realizzare costruendo un progetto organico che coinvolga gli attori interessati e che preveda la loro fruizione attiva, e non la mera contemplazione (perchè il Flavio non può svolgere lo stesso ruolo che a Verona
svolge l’Arena?). Il caso paradossale del Rione Terra è emblematico di una situazione generale assurda: più di quattro decenni trascorsi, la Rocca ancora attende. E che dire del Parco Archeologico Urbano? Tempo addietro venne condotta opera di pulizia dell’area sottostante il ponte-Copin, con finale visita compiaciuta del Sindaco. Oggi la vegetazione spontanea ha invaso di nuovo l’area, con improvvisati e abusivi fattori dediti alla coltivazione della stessa.

 

Antonio