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Il feretro di Ciro Esposito portato a spalla alla fine dei funerali

di Violetta Luongo
POZZUOLI –
Tristezza mista a commozione in una giornata caldissima a Scampia, nel giorno del lutto cittadino, nel giorno di Ciro Esposito. In oltre 10mila radunati in piazza Grandi Eventi, divenuta per l’occasione, “piazza Ciro Esposito”, per dare l’ultimo addio al 29enne morto, dopo 50 giorni di agonia, in seguito ai colpi di arma da fuoco infertogli durante il pre-partita della finale di Coppa Italia a Roma lo scorso 3 maggio.

SIMBOLO DI SPERANZA – Un giorno di pianto che si è trasformato nel simbolo della giustizia, della non violenza e della speranza, nella speranza che lo sport possa cambiare colore e diventare quello del divertimento e della fratellanza. A simboleggiare ciò il lungo cordone umano che si è creato durante i funerali per far passare le tifoserie provenienti da tutta Italia, unici assenti i romanisti. Catania, Palermo, Dortmund, Milan, Genova e tra gli altri hanno voluto omaggiare di fiori e sciarpe anche i tifosi di Pozzuoli. Accolti con applausi e ringraziamenti da tutti i presenti.

“CIRO UNO DI NOI” – Funerali svolti, secondo la volontà della famiglia, con rito evangelico in una piazza gremita fino all’inverosimile sotto un sole cocente che non ha impedito però di cantare e di inneggiare a “Ciro, uno di noi”. Oltre ai familiari e alle autorità presenti il patron del Napoli, Aurelio de Laurentiis e Lorenzo Insigne, corone di fiori dalle varie curve A e B e dal cantate partenopeo Gigi D’Alessio, Nino D’Angelo invece era presente e ha cantano insieme alla folla “Quel ragazzo della curva B”, dedicato al giovane appassionato al suo Napoli per il quale, quel tragico giorno, partì per godersi una partita e tifare la sua squadra del cuore. «Basta violenze negli stadi, basta armi, portate con voi bandiere e fischietti, non permettete che Ciro sia morto invano», le parole di Antonella Leardi, una vera “mamma coraggio”

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