di Simona Vitagliano

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Carabinieri insieme a due cuccioli in gabbia vittime di un traffico illegale

AMICI ANIMALI – Tutti i giorni anche i più distratti avranno notato una miriade di appelli girovaganti per siti internet e bacheche di Facebook, foto e testi strappalacrime per storie altrettanto tragiche. Cani, gatti, ma anche altri tipi di animali, in cerca di casa dopo maltrattamenti, abbandoni, addirittura mutilazioni fisiche, o semplicemente animali custoditi nei canili. Fin qui nulla di strano, ma di volontari e associazioni animaliste negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom, e a meno che non si voglia credere che il nostro mondo si stia trasformando improvvisamente nel giardino dell’Eden, bisogna capirci qualche cosa in più. E quel qualche cosa in più, dopo varie indagini, si è capito.

 

LE INDAGINI – Qualche anno fa fu fermato alla dogana un camion che, diceva, trasportava cassette di frutta e ortaggi. Durante la perquisizione si scoprì che però, sotto queste stesse cassette, c’erano nascoste delle gabbie con dentro cani e gatti trasportati clandestinamente fuori il suolo italiano. Un esempio per tutti, visto che di fermi come questi ce ne sono stati parecchi. Dove erano diretti quegli animali? Perchè venivano trasportati così in gran segreto? La risposta non è molto difficile da intuire: molte case farmaceutiche all’estero sono autorizzate a compiere sperimentazione anche su animali di affezione come cani e gatti, e non solo loro, per cui ogni esemplare portato lì viene venduto a somme che variano e che possono anche superare i 300 euro ad esemplare.

 

12595965_1016696318401293_1362295581_nVIAGGI DELLA MORTE – Il collegamento con i finti animalisti e il traffico dei randagi da Sud a Nord è semplice: il randagismo del Sud Italia è diventato una triste “ricchezza” per chi, fingendo di far volontariato e far adottare gli animali, ha un canale aperto con questi laboratori (o altri interessati), e rivende all’estero i cani/gatti, che poi ufficialmente vengono definiti “adottati”, tramite una fitta rete di animalisti (a volte ignari e in buona fede) che si scambiano passaggi e animali durante le famose “staffette”. Staffette durante le quali gli animali viaggiano dentro gabbiette o trasportini, ammassati come scatole di scarpe, spesso sedati e infilati più di uno per volta per cuccetta. Le stesse staffette in cui molti animali sono scappati impauriti e sono andati persi o, peggio, sono rimasti investiti in autostrada durante il viaggio, finendo così la loro già triste vita. Nel 2007 è toccato all’Asl di Brescia scoprire che al suo interno c’era qualcuno che, con la scusa delle adozioni, rivendeva i cani alla Germania e i gatti alla Svizzera per la vivisezione. Ci furono 8 indagati. E questo è solo un esempio per tanti.

 

I CASI – L’allarme è scattato anche in altre occasioni:
– cani padronali sono stati rubati e, attraverso veterinari compiacenti, privati del microchip con un taglietto sulla collottola. Tutto per rivenderli ad allevamenti clandestini o, ancora, all’estero per qualsivoglia scopo.
– Camioncini bianchi che fingevano di essere dell’Asl Veterinaria spesso si sono visti di notte sul suolo napoletano (o provincia) a raccattare randagi, senza ben sapere dove venissero portati.
Altre tristi mete per questi animali sono stati laboratori di sperimentazione non ufficiali, violenze sessuali, implicazioni in fotografie,video durante atti sessuali e torture a morte (criceti schiacciati da un tacco a spillo è solo un esempio) poi mandati in rete per “eccitare clienti affamati”. E’ di aprile la notizia dell’arresto della pornostar Stephanie Hird con l’accusa di violenze e torture su animali durante i suoi “snuff movies”. E’ il triste fenomeno del Crush Fetish.

 

IL RAGGIRO – Un’altro elemento che ha fatto insospettire è stato il fatto che nei canili oltre il confine italiano è ancora legale, dopo un tot di tempo, sopprimere gli animali ospitati non adottati per fare posto ad altri. Questo in Italia non succede più da oltre 20 anni. Inoltre, nonostante i rifugi per randagi scoppino anche al Nord, si è notato un grande “esodo” di animali fatti adottare dal Sud al Nord, anche attraverso l’utilizzo di pseudo case-famiglie dove questi animali andrebbero a stare in “stallo” mentre aspettano la loro famiglia definitiva. Un viaggio, quindi, tutti da giù verso su, e di cui spesso gli esiti non si conoscono mai nei particolari, con la scusa della privacy. Ma qualche cosa poi è saltata fuori. Animali definiti “adottati” qui in Italia sono stati visti fotografati sul sito ZERGPORTAL, un sito tedesco di vendita di animali d’affezione, in cui il prezzo per esemplare varia dai 150 ai 300 euro o a volte li supera. La domanda è stata: “Cosa ci fa un cane definito adottato in vendita su un sito tedesco?”. Le conclusioni, dopo la panoramica fatta, traetele voi.

 

LE RACCOMANDAZIONI – In uno scenario del genere le raccomandazioni per evitare di partecipare, involontariamente, a questo triste scenario sono poche, ma fondamentali:
– Fidarsi di poche persone, e rigirare gli appelli solo di persone che si conoscono davvero, per evitare di fare pubblicità a chi non merita di riceverla. Meglio un animale al canile che un animale abusato.
– Far adottare gli animali soltanto in un raggio di pochi chilometri, nella propria città o in provincia o al massimo nella Regione di appartenenza, ad esempio, in modo da avere la certezza di poter controllare nel tempo che l’adozione sia andata a buon fine, ed anche per facilitare la pratica se un animale dovesse “tornare indietro”, cosa che molto spesso accade perchè non tutti hanno idea di cosa significhi davvero vivere insieme ad uno o più animali.
– Evitare le staffette: non sono sicure, gli animali durante il viaggio soffrono ed in più coinvolgono un numero di persone troppo elevato e collegano posti troppo lontani per mantenere il controllo della situazione anche nel futuro… anche perchè il numero degli animali coinvolto è altissimo! E’ impossibile controllarli tutti nel tempo, successivamente!
– Evitare gli stalli: gli animali hanno una sensibilità proprio come la nostra, se non più spiccata, cambiare casa e padrone come cambiare ciotola per l’acqua per loro è altamente destabilizzante, e potrebbero subirne anche danni psicologici gravi e poco rimediabili. Immaginate un cucciolo che deve essere educato e nel frattempo cerca casa, chi sarà il responsabile della sua educazione? E quando avrà dei nuovi padroni in chi riconoscerà l’autorità? Quale sarà per lui casa sua?
Oggi per adottare un bambino la trafila è lunga e tortuosa e a volte anche troppo penosa, un minimo di questa rigidità dovrebbe essere legata anche alle adozioni degli animali, che richiedono davvero cura e attenzione e un’ attenta analisi degli ambienti e delle persone coinvolte, per non ricadere in tristi episodi di abbandono, o peggio, in scenari da incubo come quelli descritti.

 

 

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