Il 2016 potrebbe aggiungere un’altra conquista a favore degli animali. L’Unione Europea è già stata entusiasta del divieto, entrato in vigore nel 2013, dell’utilizzo degli animali nel settore della cosmetica: in parte già dal 2009, infatti, è illegale testare e vendere ingredienti e prodotti cosmetici sperimentati su cavie. Un grande passo in avanti verso la diminuzione delle morti di milioni di animali che ogni giorno vengono sacrificati, immolati, per le cause più disparate. Anche L’Oreal, che è stata bersaglio degli animalisti per moltissimi anni, segnala sul proprio sito web di non ricorrere più a questo schema di azione se non in rari casi richiesti da un’autorità o per rispettare regolamenti di sicurezza. La novità è che sarà, anzi, la prima azienda a provare  la nuova tecnologia Novagen Bioprinting Platform, che consente di riprodurre un tessuto che imita le caratteristiche e le proprietà della pelle umana, attraverso la collaborazione con la società Organovo, specializzata in stampa 3D organica.

PASSATO E FUTURO – Si immagina come la sperimentazione animale, in passato, sia servita agli uomini, purtroppo, in qualche occasione per salvarsi o capire meglio la Natura, se guardiamo con occhio privo di criticità momenti storici come Medioevo o Illuminismo, in cui quello che oggi chiamiamo progresso medico-tecnologico non esisteva affatto. D’altro canto anche il livello di empatia con le questioni ecoambientali e relative ad altre specie viventi era differente, se si pensa che anche tra esseri umani si veniva discriminati, addirittura per legge, in base al colore della pelle, alla sanità neonatale o all’estrazione sociale. Oggi però, con le nuove scoperte, le nuove frontiere tecnologiche e, soprattutto, i software e i modelli matematici che si è in grado di realizzare, è sicuramente possibile lasciare spazio a metodi alternativi di studio, completamente “liberi” dalla sperimentazione animale e dalla “coscienza pesante”.

RIDUZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE – Quello che molti non immaginano neanche è che i test che coinvolgono gli animali sono tantissimi: quelli per la medicina umana e quella veterinaria (lo stesso Frontline è testato sui cani, tra cui cuccioli e femmine gravide), quelli per i test tossicologici e quelli sul cibo, quelli per studiare gli effetti del fumo e quelli incentrati sulla chimica (gli studenti di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, ad esempio, studiano anche attraverso piccoli esperimenti sugli animali). Rattini, comunemente usati in laboratorio, oggi anche animali da compagnia. E se la questione medica è ancora molto spinosa altrettanto non si può dire per altri campi, in cui la sperimentazione animale sta, fortunatamente, scomparendo a poco a poco. E’ notizia degli ultimi giorni che i test sulle cavie saranno, molto probabilmente, eliminati anche per gli esami di tossicità.

LO STUDIO – Uno studio condotto negli USA dall’Istituto nazionale per la salute ha raccolto circa 50 milioni di dati, sperimentando sia in vivo (sugli animali) che in vitro (su cellule umane) la tossicità di circa 10000 sostanze chimiche. Il tutto serviva a intercettare eventuali sostante nocive per l’uomo presenti in cibi, pesticidi e farmaci. Il risultato è stato che l’attendibilità maggiore si ritrovava proprio, ovviamente, nei test in vitro, poichè già compatibili al 100% con gli esseri umani, senza il passaggio intermedio animale-uomo. Anzi, la cosa interessante è stata proprio notare che i test potevano essere indirizzati direttamente su animali e uomini con risultati soddisfacenti in entrambi i casi usufruendo solo di test in vitro.

I RISULTATI – Non si canta ancora vittoria poichè i risultati di questo studio sono ancora in fase di analisi, ma la notizia ha già raggiunto (favorevolmente) l’opinione pubblica che spera in un nuovo passo in avanti verso una sperimentazione animale sempre più superata e superabile. D’altro canto è noto come la reale sperimentazione dei medicinali avvenga nei primi anni di vendita dei farmaci, momento in cui si testano su grande scala sugli esseri umani, annotando eventuali effetti collaterali e cattive riuscite. Questa realtà, insieme a quella della sperimentazione animale, smuove le coscienze, le paure, i dubbi dell’opinione pubblica. La speranza è che con il progresso tecnologico non solo sarà possibile salvare la vita agli animali, ma anche avere risultati più affidabili sin da subito per gli esseri umani.