Il luogo dove è avvenuto l'agguato

POZZUOLI –  Ha detto di non sapere il motivo per il quale è stato sparato né di conoscere l’uomo che lo ha soccorso e accompagnato in ospedale. Poche parole che non lascerebbero a spazio a dubbi quelle pronunciate da Antonio Mele, il 40enne gambizzato ieri sera nei pressi di una sala da gioco in via Diocleziano nel Rione Toiano di Pozzuoli. Sentito dagli investigatori nel letto dell’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli nel quale è ricoverato da ieri sera, l’uomo non ha avrebbe fornito risposte esaurienti affermando in molti casi di “non ricordare e di non conoscere”. Poche ore prima qualcuno gli aveva esploso diversi colpi di pistola: di questi tre sono andati a segno ferendolo alle gambe.

CACCIA AI KILLER – Intanto è caccia ai killer che hanno sparato e ferito l’uomo. Sul caso  in queste ore stanno indagando glia genti del Commissariato di Polizia di Pozzuoli diretti dal vicequestore aggiunto Michele Cante che starebbero seguendo piste ben precise.  Un agguato quello messo a segno nei confronti del 40enne le cui modalità in “gergo camorristico” farebbero pensare ad un avvertimento nei confronti dell’uomo.

Il Rione Toiano

L’AGGUATO –  Si è consumato intorno alle 19.10 in via Diocleziano, nei pressi della chiesa di “San Michele Arcangelo”. La vittima ha raccontato di essere stato ferito e poi soccorso da una persona che a bordo di un’auto in quel momento transitava lungo la strada. A sparare forse due uomini giunti a bordo di uno scooter.

ANTONIO MELE  (detto Peppe ‘o campagnuol) ritenuto dagli inquirenti “gravitante” intorno al clan Longobardi-Beneduce di Pozzuoli già  era finito in passato nel mirino dei sicari: era il 15 febbraio del 1993 quando riuscì a scampare ad un attentato. Diciotto anni dopo un nuovo agguato, sparato nelle gambe nonostante già fosse claudicante.  Quattro anni dopo fu ucciso il fratello Gennaro.

RIONE TRANQUILLO –  Intanto all’indomani dell’agguato nel popoloso rione puteolano tra i palazzoni e le strade intitolate a re e imperatori romani tutto sempre essere tranquillo.  Terra di camorra, troppo spesso macchiata di sangue: 84 arresti a Pozzuoli il 24 giugno del 2010, un clan colpito al cuore appena un anno fa: molti furono presi qui, in questo rione nato più di 40 anni fa all’indomani del bradisismo.

GENNARO DEL GIUDICE
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