Il Comando della Guardia di Finanza di Pozzuoli

POZZUOLI –  Con tanto di “bolla d’accompagnamento” i tir uscivano dai depositi di Cesena della “Global Trade” ufficialmente diretti in Germania, destinazione Brema, città dove aveva sede l’HTC (azienda rivelatasi poi “fantasma”) che acquistava i prodotti di note aziende alimentari italiane. Merce che però non valicherà mai i confini d’Oltralpe. Infatti, mettendo in atto un abile escamotage, la merce veniva dirottata verso sud, direzione Campania, dove veniva poi smerciata da una rete di aziende che la immettevano sul mercato a prezzi fino al 35% inferiori rispetto a quelli applicati in altre zone d’Italia. Così facendo, si aggirava l’applicazione dell’Iva, consentendo quindi di poter vendere a basso costo.

UNA MAXI EVASIONE –  fiscale da 80 milioni di euro, scoperta dalla Guardia di Finanza di Pozzuoli che ha portato questa mattina a conclusione di articolate indagini di coordinate dalla Procura della Repubblica – Sezione Reati di Criminalità Economica, all’esecuzione da parte dei militari del Comando Provinciale di Guardia di Finanza di Napoli di un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, emessa dal GIP di Napoli, nei confronti di sette persone. Tutte considerate al vertice di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa nei confronti di note società alimentari italiane, mobili registrati e disponibilità finanziarie di dieci persone e quattro società, tre delle quali di Pozzuoli, per circa 13 milioni di euro.

POZZUOLI MERCATO FLORIDO –  Un’indagine partita da Pozzuoli, ritenuto un mercato “florido”, dopo la denuncia da parte di una famosa azienda romagnola che aveva notato uno “strano” commercio dei propri prodotti. Una volta appurata l’autenticità dei prodotti (parliamo di latte, biscotti, ecc.) l’azienda denunciava il tutto al Comando della Guardia di Finanza di Pozzuoli diretto dal Capitano Michele Ciarla.  Le indagini, svolte dai finanzieri hanno così consentito di accertare un’imponente evasione fiscale per oltre 80 milioni di euro, posta in essere da una rete di imprese, ubicate per lo più in Campania e capeggiate dalla “Global Trade”, responsabile di aver utilizzato una società fittiziamente localizzata in Germania, denominata “HTC” per simulare l’acquisto di milioni di euro di prodotti in esenzione d’imposta per poi commercializzarli in Italia in completa evasione fiscale e con notevole danno economico per gli stessi fornitori.

LE INDAGINI –  Con attività d’intercettazione telefonica, monitoraggio di autotreni e decine di perquisizioni è stato dimostrato che la società tedesca era in realtà un’impresa “estero-vestita” gestita a tutti gli effetti in Italia e che la merce, formalmente destinata al mercato estero, in realtà non varcava mai i confini dello Stato; infatti, la stessa usciva dai depositi delle fabbriche ed era immediatamente dirottata in Campania, dove veniva velocemente scaricata nei magazzini di molte società (quasi tutti evasori totali per molte annualità) e poi rivenduta a prezzi “fuori mercato” (circa il 30% in meno del normale costo di mercato) in evasione fiscale in danno della libera concorrenza.

I SEQUESTRI –  Nel corso delle investigazioni sono state disposte 48 perquisizioni su tutto il territorio nazionale ed è stato dimostrato che alcuni imprenditori, proprietari di numerosi immobili, avevano ideato escamotage civilistici per evitare l’aggressione ai propri beni, attraverso atti di disposizione fraudolenta degli stessi mediante la costituzione di un fondo patrimoniale. IL GIP presso il Tribunale di Napoli, accogliendo le richieste di questa Procura, ha ordinato il sequestro preventivo “per equivalente” di quote aziendali, 17 immobili, 66 rapporti di conto corrente bancario e 20 veicoli di cui 6 d’epoca, fino alla concorrenza dell’importo di 13 milioni di euro. Complessivamente sono 43 le persone iscritte nel registro degli indagati e 17 le società coinvolte a vario titolo nella vicenda.

GENNARO DEL GIUDICE