Gli alluvionati insieme ai rappresentanti della Selex

POZZUOLI –  A Licola ha vinto la solidarietà. Quella fatta da piccoli gesti e poche parole, arrivata da chi ha letto, da chi ha vissuto a distanza e facendo propria la sofferenza di uomini, donne e bambini. Erano le 9 del mattino il 6 novembre scorso quando la piana di Licola venne ricoperta da acqua e fango. Da qualche minuto l’alveo dei Camaldoli era straripato seminando terrore e distruzione. Dieci famiglie persero tutto rischiando perfino di affogare nella melma che in alcuni punti raggiunse i 4 metri.

LA SOLIDARIETA’ –  Giorni di sofferenze, lacrime e le polemiche per quell’aiuto dalle istituzioni che non è mai arrivato. Dopo 45 giorni da quella maledetta domenica mattina poco è cambiato. Ieri però è tornato il sorriso, lo ha regalato la solidarietà, lo hanno regalato i dipendenti della Selex, azienda con sede a Bacoli che hanno voluto donare alle 10 famiglie di sfollati una somma in denaro attraverso il “Fondo Interno di Solidarietà” aziendale.

Claudio Artuso consegna i buoni spesa

LA CONSEGNA  è avvenuta ieri, tra le rovine dell’alluvione proprio a pochi metri da quell’alveo che quella mattina ruppe gli argini inondando l’intera piana di Licola. A consegnare di persona gli assegni ai rappresentanti di ogni nucleo familiare, il presidente del “FIS Selex Mbda Fusaro” Claudio Artuso insieme ad altri tre colleghi. «Abbiamo fatto nostro l’appello e la richiesta di aiuto che queste persone hanno lanciato – ha spiegato Artuso – Il nostro è stato un piccolo gesto di solidarietà. Vogliamo essere vicini a queste famiglie che hanno subito un autentico cataclisma con l’auspicio che possano vivere almeno un buon Natale. E’ un gesto di speranza, dopo tanta sofferenza». Sorrisi e lacrime, applausi e un “grazie” a chi ancora oggi ha un pensiero per chi vive momenti di difficoltà è giunto dalle vittime dell’alluvione «Vi ringraziamo per questo bellissimo gesto – ha detto commossa Angela Panella –  è bello sapere che esistono ancora persone come voi sensibili nei confronti di chi è in difficoltà». 

GENNARO DEL GIUDICE
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