Bruno Marino indica il tratto di strada chiusa

POZZUOLI – “Abbiamo paura di fare la fine dei topi”. L’ SOS arriva da Pozzuoli, da centocinquanta famiglie, quasi cinquecento persone che si sentono chiuse in trappola, che  hanno paura. Vivono tutti in Traversa Pisano, una lunga strada alla quale si accede dalla principale via Artiaco.

Una lunga traversa che ospita palazzi, villette, parchi privati, dove c’è tranquillità, pulizia, una sorta di oasi felice tra il caos di via Campana e il Rione Artiaco. Ma nonostante ciò i residenti hanno paura e si sentono abbandonati dalle istituzioni.

I TIMORI – sono legati alla mancanza di vie di fuga, fondamentali in una città come Pozzuoli dove si vive sempre con la paura di un ritorno del bradisismo. “Non conosciamo un piano di fuga in caso di emergenza” denuncia  Bruno Marino, uno dei quasi 500 residenti in via Traversa Pisano – L’unica strada di accesso al quartiere è questa ripida salita dove a stento ci passa una macchina. Immaginate cosa potrebbe accadere se in caso di una scossa di terremoto o di pericolo si sarebbe costretti a fuggire?” si chiede “Una volta s’ incendiò un’auto in un garage e il panico fu tanto perché i vigili del fuoco non riuscivano ad entrare

La strada ripida di Traversa Pisano

STRADA STRETTA SENZA VIE DI FUGA –  Infatti non ci sono strade secondarie. L’unica uscita  di “Traversa Pisano” si troverebbe in via Artiaco, ma è chiusa. “Nel 1983 l’allora sindaco La Rana tentò di far aprire questo tratto di strada, voleva espropriarla. Un giorno venne con una ruspa per aprire il varco ma una vecchietta ostacolò le operazioni e dopo anni è ancora  tutto fermo”.

Nell’area residenziale si accede dall’unica strada, una ripida salita riasfaltata qualche tempo fa che si collega a una stradina grande quanto una corsia di una normale carreggiata a doppio senso di marcia. In sintesi, qui dietro si cammina a doppio senso in poco meno di 5 metri di larghezza. “Dalle 17 in poi non si capisce niente, c’è un grande caos, le auto si bloccano – racconta Francesco Leongito, 73 anni, pensionato che vive in un parco privato di via Traversa Pisano “Una volta un camion spezzò la frizione rimanendo fermo su questa salita per oltre 3 ore e noi rimanemmo intrappolati qui dietro”.

I residenti per gettare la spazzatura devono percorrere oltre 500 metri a piedi

TIMORI, PAURE E DISAGI QUOTIDIANI –  Nella zona non è partita la raccolta differenziata perchè a detta dei residenti i camion avrebbero problemi a muoversi negli angusti spazi. Quindi la raccolta “porta a porta” qui rimane quasi un miraggio “Pago 550 euro di tarsu per andare a buttare la spazzatura ad oltre 500 metri da casa mia. Sono costretta ad andare in via Luciano tutti i giorni – spiega Giuseppina Téi, una delle 500 residenti . “Al Parco Cordiglia, che sorge di fronte a noi, si fa la differenziata da un anno mentre per noi, secondo quanto ci hanno spiegato, non parte perché i mezzi non riescono ad entrare. Chiediamo l’intervento delle istituzioni, non vogliamo finire nel dimeticatoio”.

GENNARO DEL GIUDICE
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Foto di ANGELO GRECO
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